Late Night Show with Riccardo

Siamo liberi… ma a quale prezzo?

Photo by Tyler B on Unsplash

Ebbene sì, signori: dal 4 maggio possiamo di nuovo spostarci liberamente… almeno per andare a trovare i nostri congiunti, i parenti fino alla sesta generazione da quanto si è capito. MA siamo davvero sicuri che tra un po’ di tempo non venga chiuso di nuovo tutto? Siamo sicuri che le cose vadano avanti migliorando sempre? Io credo di no.  

Questo in parte per come noi stessi italiani abbiamo preso queste novità, gira da un paio di giorni in rete il video di una colonna di macchine in centro a Milano che non si vedeva ormai da qualche mese.

Posso anche citare un esempio personale: ieri pomeriggio sono andato dal mio medico di base a ritirare alcune ricette.  
Durante la quarantena chiunque e sottolineo chiunque telefonava chiedendogli di preparare le ricette per poi andarle a ritirare, ora, magicamente, tutti quanti si sentono liberi di presentarsi direttamente lì, senza preavviso, creando assembramenti assurdi, per farsi prescrivere, che ne so, del Paracetamolo 1000mg.

Ma dico io: TI COSTA TANTO FARTELE PREPARARE PER TEMPO?! Quantomeno eviti di mettere in pericolo te stesso e quelli attorno a te! Soprattutto se pensiamo alle persone anziane, che sono quelle che vanno più spesso dal medico di fiducia (chissà quante volte ti sarai chiesto “Ma com’è che, qualsiasi ora arrivi, sono sempre qui prima di me?”).

Oltre a questo, però, bisogna anche citare il fatto che in Cina pochi giorni fa hanno tornato a chiudere alcuni punti di ritrovo per il pericolo di una seconda ondata.  

Proprio per questo credo sia difficile che la situazione rimanga in miglioramento: finché non avremo una cura o un vaccino (si spera presto, visto che la ricerca sta andando avanti a ritmi serrati) il rischio di una seconda ondata e, perché no, anche di una terza incombe.

Certo, le norme di prevenzione quali mascherina e guanti aiutano molto, ma dobbiamo sempre tener conto che si può venir contagiati anche indirettamente, anche senza il contatto diretto. 

Ciò non significa che non siamo più tenuti a rispettare le norme, ANZI: rispettarle è l’unico modo per tentare, quantomeno, di resistere fino a che i medici che ormai da mesi lavorano senza sosta per la nostra stessa vita, non riusciranno a trovare una cura o il vaccino. È difficile per tutti, ma dobbiamo fare del nostro meglio per garantirci una ripresa rapida e nel futuro più prossimo possibile. 

4 pensieri su “Siamo liberi… ma a quale prezzo?”

  1. Purtroppo è così pare che senza minacce non si ottenga nulla. Mi addolora constatarlo… E poi ci sono anche le istituzioni che non aiutano: messaggi troppo confusi e quasi nulle le possibilità di test. Ci aspetta una lunga estate

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  2. Speriamo che trovino quanto prima un vaccino. La parola d’ordine è RISPETTO DELLE REGOLE, anche se ci sono delle persone che se ne fregano (vedasi, come definirli se non pirla? e sono buona, perché mi verrebbero in mente parole peggiori, che se ne andavano in giro per i Navigli senza mascherina) e a me questa gente fa venire una rabbia che non ti dico.

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  3. Comunque dalle mie parti vedo che la gente anche se esce di casa fa uso di tutte le norme di sicurezza necessarie. Nonostante è passato una settimana non sembra che ci sia una possibile seconda ondata, però c’è da dire anche che non ci sono i reagenti per provare se il tampone sia positivo o no….mah, chissà ..

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