Teachers Life in Quarantine

Una didattica a distanza in bianco e nero

by Prof.ssa Marica P. (italiano – storia – geografia) – Fagagna (UD)
Istituto Nobile Aviation College

Suona la campanella, una sagoma claudicante, spettinata e ansante trascina pesanti borse ricolme di libri. Spunta qualche titolo, Promessi sposi, Iliade, Eneide, Grammatica italiana… In fondo ad una tracolla si cela un tesoro segreto, un bottino che sarà il premio di tutta una classe, perché l’importante in ogni sfida è davvero partecipare. Eccoli lì: un dipinto pazzesco, un coro di voci pigola il buongiorno, mentre quella marmaglia di adolescenti si riversa sulla porta come onde sugli scogli.

Non suona la campanella da più di un mese. Cosa ci stiamo perdendo? Questa primavera ci sta scivolando via dagli occhi, è impossibile da trattenere, nemmeno se proviamo a carpirla dalla luce che trafigge i vetri delle finestre. Non è lo stesso sole che si riversava sui banchi, non è la stessa aria che la mattina ci dovrebbe coprire il respiro.

A me manca la scuola, perché mi mancano i miei ragazzi. Perché nonostante li senta tutti i giorni, molto più di prima, non li posso guardare negli occhi. Questa primavera non sta colorando i loro volti. Non posso toglierne le ombre, non posso coglierne le luci. È una didattica a distanza in bianco e nero, quando dovrebbe essere una scuola a colori, la loro e grazie a quello che loro insegnano a me, anche la mia.

I microfoni non funzionano, non tutti hanno un pc, i giga finiscono, la connessione si perde, la loro concentrazione esplode davanti al rumore di un professore che ci prova ad essere anche un tecnico informatico… ci è voluta una pandemia per mostrarci che per quanto ci si impegni a raccontare una storia, una bella storia, modulando il proprio timbro, preparando schemi, avviando progetti, la propria voce non è mai abbastanza forte da arrivare a tutti.

Questo è un momento che non ha più il sapore di mera didattica, di educazione, ma quello in cui il legame che lega gli studenti ai propri professori decide se saldarsi e rendersi indissolubile o rompersi definitivamente. Ora non sospirano più finalmente è finita scuola, ma è proprio in questo isolamento forzato che cercano una parola di conforto, che cercano di sorridere ancora con i propri insegnanti. Ho visto ragazzi scrivere sui diari della piattaforma che utilizziamo per le nostre lezioni come se fossero un pezzo di terra a cui aggrapparsi. Noi adulti li giudichiamo sempre, queste nuove generazioni, i valori, il rispetto… Noi abbiamo mancato loro di rispetto troppe volte dimenticandoci di quanto fossero umani.

Io ci provo tutti i giorni a restituir loro quel pezzo di terra, perché quel bellissimo gruppo manca anche a me, così pieno di sbavature, di coraggio, di lacrime, di risate, di nuove conquiste e di storie che è la classe.

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